#filodidoni

filo di doni

L’incontro ai tempi del coronavirus – 6-12 Aprile 2020

In un tempo, come quello che viviamo ora, sempre più faticosamente riusciamo a trovare un luogo dove poter continuare quella pratica di socializzazione che nel passato ci permetteva di condividere un sorriso o un pensiero.

I social si sono caricati il peso di questo compito,
riuscendo almeno in parte a sopperire a questa
momentanea mancanza.

Rimane una parte di popolazione, quella più fragile
ma nello stesso tempo la più forte che fatica ad
avvicinarsi ad un sistema di comunicazione esploso
in velocità, spesso solo nell’attesa di una chiamata
da parte di un amico o un familiare.

La prima visita del progetto Filo di Doni, tenutasi Giovedì 9 Aprile 2020.

I nostri nonni sono coloro che in questo momento risentono maggiormente di questa situazione di isolamento. Per sentirsi vicini e continuare la buona pratica dell’ascolto e del gioco, inteso come un momento di accoglienza dell’altro, l’Associazione Raku propone, nell’ambito delle azioni promosse dal Progetto Filamenti Urbani, una collaborazione con il Servizio per l’Integrazione Socio Sanitaria per proseguire il percorso sul teatro rivolto agli anziani soli, avviato nell’anno 2019.

Un dialogo a distanza nell’ottica di una continuità di intervento, per non interrompere i contatti creati e offrire quella “vicinanza” che ci rende parte di una comunità che risponde ai bisogni di tutti i suoi cittadini.

Un operatore teatrale dell’Associazione Raku si recherà in compresenza con il personale del Servizio (educatrice o un oss), presso il domicilio degli anziani individuati. Una volta davanti a casa, mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro e indossando i presidi necessari (guanti e mascherina), l’operatore teatrale consegnerà all’anziano un dono personalizzato.

Conoscendo infatti attitudini, inclinazioni personali e storie di vita della persona, si cercherà di individuare per ognuno di loro il dono che si pensa possa essere più apprezzato. Una citazione, una poesia, un racconto, un’immagine, una canzone o anche semplicemente una parola. Si tratta di doni poetici, ovvero idee da realizzare, stimoli, riflessioni da compiere individualmente oppure “insieme”. Vivendo quindi la distanza come necessaria, ma arginabile attraverso la forza di voler continuare un incontro. In quelle che possono essere oggi le forme possibili e sicure.

In occasione della consegna del dono – che verrà documentata attraverso foto o video- il volontario proporrà alla persona un compito personale. Uno stimolo di lavoro alternativo alla tv, che torni a mettere al centro della nostra giornata NOI attraverso Piccoli esercizi di poetica teatrale.

Durante la settimana, anche orientati telefonicamente dal personale del Servizio, gli anziani si eserciteranno nella lettura di un brano o nella realizzazione di un disegno, di un collage, piuttosto che nella preparazione di un alimento (ad esempio il pane).

La settimana successiva, l’operatore teatrale accompagnato dal personale del Servizio torneranno al domicilio – nelle modalità sopradescritte- e ci sarà il momento della restituzione. Anch’esso documentato attraverso foto e video. Questo momento può essere una nuova occasione, per scambiare due parole a distanza e/o fissare nuovi momenti di incontro in attesa di rivedersi di nuovo tutti assieme.

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